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Importante dall'Oipa

Dopo un intenso lavoro di organizzazione, prende il via il 1° Corso per Guardie Ecozoofile curato interamente da OIPA LECCE sezione provinciale dell'OIPA - Organizzazione internazionale Protezione Animali, organizzazione non governativa (ONG), attiva dal 1981, riconosciuta ed accreditata presso l'ONU.

L'intero percorso didattico-formativo, avrà luogo a partire dal prossimo 8 novembre 2009 presso la suggestiva cornice del Castello di Corigliano d'Otranto.

Il corso, patrocinato dalla Provincia di Lecce e dal Comune di Corigliano d'Otranto, si articolerà in varie lezioni, distribuite in diverse settimane nelle quali sono previsti gli interventi di numerosi specialisti impegnati direttamente nella cura e tutela degli animai. Saranno presenti alle lezioni veterinari, esperti in educazione cinofila, membri delle forze dell'ordine ed esperti legali, che alternandosi nelle varie settimane, affronteranno in modo costruttivo e concreto tutte le questioni legate alla tutela ed alla difesa degli animali.
Alla presentazione ufficiale del corso, in via del tutto eccezionale, è confermata la presenza autorevole di Massimo Pradella, Presidente Internazionale OIPA nonché, vicepresidente di OIPA ITALIA ONLUS e rappresentante delegato presso l'ONU, il quale terrà una lezione introduttiva riguardante il ruolo delle guardie ecozoofile.

In base al programma didattico, sono previste anche interessanti lezioni di primo soccorso per cani ed animali in genere e lezioni di tecnica comportamentale animale. Il corso, alla fine del percorso didattico, formerà delle vere e proprie guardie volontarie, con poteri di pubblico ufficiale che, andranno a formare un nucleo operativo, specializzato in particolare nella tutela e salvaguardia degli animali d'affezione, integrando a questi compiti un attento controllo sull'ambiente e sul territorio.

L'esistenza delle guardie eco-zoofile dell'OIPA Italia è prevista dall'ordinamento nella materia inerente la vigilanza zoofila (Legge n° 611 del 12 giugno 1913, Legge 20 luglio 2004 n. 189) e si integra con altre leggi statali e regionali in materia di tutela degli animali d'affezione. La Guardia Ecozoofila ricopre alla fine del percorso formativo, la qualifica di Guardia Particolare Giurata.
Il servizio cui sono destinate questa particolare tipologia di guardie giurate, principalmente riguarda la protezione e difesa degli animali e la tutela del patrimonio zootecnico.

La sezione OIPA LECCE, attiva su numerosi fronti, intende con questo evento, proseguire il suo programma di sviluppo e diffusione della cultura legata ad alla metodologia di CORRETTA INTERAZIONE UOMO-ANIMALE, che discendendo dal pensiero di numerosi esperti comportamentalisti, ambisce a migliorare qualitativamente il rapporto che si stabilisce soprattutto con gli animali domestici. OIPA LECCE inoltre organizza, di concerto con enti e scuole, eventi a tema, finalizzati a far conoscere e diffondere la cultura e l'importanza che discende da una corretta educazione cinofila.

Per informazioni sul corso e su tutti gli altri eventi di OIPA LECCE, vi invitiamo a visitare il sito e a scrivere presso

 

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Dott. Raffaele Bello
Presidente OIPA LECCE

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Per l'iscrizione al Corso, fare riferimento al modulo elettronico:
http://www.oipapuglia.it/modulo-iscrizione-guardie-ecozoofile.html

Sarà cura della segreteria organizzativa prendere contatto con l'interessato/a, per comunicare tutte le modalità utili al perfezionamento dell'iscrizione secondo la calendarizzazione.

 

 

Nasce il "Ris" degli animali domestici per scoprire chi li uccide o maltratta

Grande soddisfazione fra le organizzazioni a difesa degli animali. E' nata una polizia scientifica che indagherà per scoprire chi maltratta o uccide cani, gatti e altre bestiole, anche selvatiche. Il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, in una rivisitazione generale dei centri di zooprofilassi, ha istituito a Grosseto una nuova struttura che si occuperà di veterinaria legale.

Si tratta di un reparto investigazioni scientifiche particolare: il Ris degli animali. Il Centro di referenza nazionale per la medicina forense veterinaria - così si chiama - si occuperà di sviluppare tecniche di laboratorio per il rilevamento delle sostanze tossiche utilizzate a scopo doloso.

In parole semplici, gli esperti dovranno risalire, in base a esami sofisticati, alle cause che hanno provocato la morte di un animale: potrebbe essere un orso nel parco nazionale d'Abruzzo - tanto per fare un esempio - o il cane del vicino incappato in una polpetta fatale.

Il Centro, dunque, formerà gli organi di polizia in merito a indagini medico legali sull'uccisione di animali domestici e selvatici. Ogni reato contro cani, gatti o altri animali avrà quindi più possibilità di essere
perseguito.

 

Il falò dell'ipocrisia

Ricevo questa mail e molto volentieri la pubblico, su autorizzazione di chi l'ha scritta.

 

"Quanta rabbia, quanta tristezza, quanto dolore provo nel vedere ancora una volta le scene di un funerale per l'ennesimo bimbo morto sbranato.  Provo rabbia per l'ipocrisia, di adulti e bambini (si, avete letto
bene, bambini) che si recano al cancello della proprietà e dicono le solite frasi penose, dette senza un minimo di convinzione ma frutto di una lezione ben imparata a memoria, che rispolverano ogni volta
per i "morti ammazzati". Provo rabbia per la falsità che ancora regna in questi posti d'Italia, dove TUTTI sanno TUTTO, dove TUTTI sono a conoscenza ma NESSUNO mai parla. E non mi riferisco solo ai combattimenti di cani, ma allo spaccio, all'estorsione e così via. Nelle varie interviste di ieri, dopo le solite ipotesi di "branco assassino" e "cani randagi", pacifici come angeli gli abitanti del posto se ne escono con frasi eloquenti sulla chiara conoscenza dei fatti di quel Lager che era il terreno di "addestramento" ai combattimenti. Come al solito TUTTI sapevano, tutti vedevano, tutti forse assistevano anche ai combattimenti di quelle creature ma NESSUNO ha mai detto niente. Fino all'altro ieri quando, un bimbo, ha dovuto morire per interrompere un macabro e ignobile rituale che al SUD impera ancora. Non è una questione di bandiera, di ideologia, di religione (se mai ci fosse un po' di religione nella testa di questi individui malati) o di scissione tra Nord e Sud. Poco importa dove sia successa la tragedia, è solo che come SEMPRE queste cose succedono là, dove l'omertà, nel 2009, la fa ancora da padrona.. Perché queste cose
non succedono mai a Sondrio, Lecco, Bolzano ecc? Ma perché nell'era di internet, del videotelefono, della globalizzazione ancora resistono in Italia certe zone di profonda ignoranza, arretratezza culturale e malvagità? Badate, chi scrive è poco lontano dalle Valli Orobiche, dove gli animali sono considerati "utili" solo se servono a produrre, quindi un cane è solo un qualcosa che serve per tenere lontane le volpi dai
pollai e gli orsi dalle pecore. Un cane, da noi, è quella "cosa" che mangia una volta al giorno, beve ogni tanto e al massimo ha l'acqua piovana che scende dalla grondaia e si raccoglie in vecchie pentole arrugginite, e la corda è sufficiente di 1 metro tanto non deve andare da nessuna parte. I combattimenti sono ovunque, Milano soprattutto, ma almeno hanno il "buon gusto" di farli nei vecchi capannoni in disuso o in mezzo alla campagna dove nessuno li vede e nessuno può pertanto denunciare.
In altre parti d'Italia invece se ne fa uno al giorno in mezzo alla strada, nei vicoli dove tutti vedono e tutti sanno, dove la Polizia, chissà perché, non arriva mai. I bambini spesso sono coscienti di queste situazioni, sanno e vedono i loro padri o fratelli (come nel recente caso) e imparano l'arte del mestiere, imparano a non rispettare una vita, imparano che la vita stessa vale poco e la si fa valere con un coltello ora e con una
calibro 9 più avanti. Ripeto, non ne faccio una questione di Nord o Sud, ne faccio una questione di educazione alla vita, di amore per la vita propria e degli altri, di un cane di un gatto di un essere umano.
Il bimbo di Acireale è morto, ancora una volta, per l'omertà, l'ignoranza e la malvagità di una cultura sbagliata ma, purtroppo, ancora radicata. La speranza era nelle nuove generazioni, quelle del
computer, di internet e del Grande Fratello, perché no, ma vedo che il cancro che massacra le anime di molti è ancora ben radicato e lontano dall'essere estirpato.

Scusatemi allora se provo rabbia e disprezzo nel vedere gli abitanti di Acireale sbrodolare fiumi di ipocrisia che scorrono in un letto di omertà. Scusate se sorrido nel vedere i pupazzetti attaccati al cancello, messi da quei bambini che sicuramente sapevano, figli di quei genitori che a loro volta sapevano e non impedivano ai loro piccoli di guardare quell'orrore disumano di cani legati, affamati, picchiati e chissà cos'altro.

Io ne ho pieni i coglioni di vedere queste buffonate, le solite comparsate e i soliti applausi ai funerali, di vedere un ragazzo di 19 anni, già con precedenti penali, che alleva cani da combattimento i cui
i genitori, a detta loro, non sapevano niente. Io ne ho pieni i coglioni di vedere bambini morire per colpa di
adulti malvagi che massacrano i cani per innestargli l'odio, che per natura non hanno, e insegnarli a combattere, cani che spesso poi sfuggono di mano e ammazzano chi gli sta intorno.
La precedente morte del bimbo sbranato dal "branco" insegna, anche se su come sono andati davvero i fatti alcuni lo sanno ma come sempre tacciono. Il bimbo di ieri ormai è morto, ammazzato dalla malvagità del fratello e non dal morso del cane. La sua morte non ha bandiera, non ha ideologia e nemmeno religione. Poteva succedere al Nord o al Sud, è successo dove troppo spesso ormai accade e dove nessuno, ancora una volta, ha il coraggio di essere Uomo e parlare.


UN abbraccio a tutti voi, pieno di dolore ma soprattutto di rabbia."

Ultimo aggiornamento (Martedì 28 Luglio 2009 16:12)

 

 

CACCIA ALL'UOMO  - lunedì 15 giugno 2009

 

E' aperta la stagione di caccia - ma di CACCIA ALL'UOMO.

E questa volta  siamo d'accordo sull'animale da abbattere.

 

E' un soggetto pericoloso, dichiaratamente inadatto a vivere in un consorzio civile.

Provoca danni (forse anche ai suoi simili, questo non lo sappiamo) ma sicuramente ne provoca ad animali quali cani e gatti, che per legge sarebbero sotto la sua tutela e responsabilità.

 

Nonostante sia stato piu'  e piu' volte ripreso dall'On. Martini, purtroppo, non c'è stato nulla da fare.

Il comportamento omissivo e fasullo continua, e porta con sé un'aggravarsi della situazione, oramai senza speranza.

 

Per cui: ABBATTIAMOLO.

Di chi si tratta?

Ma del “sindaco di Ragusa”: trattasi di specie certificata come pericolosa dai maggiori enti di protezione animali.

 

Questi gli ultimi fatti che  spingono per una soluzione, purtroppo, estrema:

 

“Siamo stati presi in giro – dice il sindaco di Ragusa – tante belle parole, tanta attenzione nella lotta verso il randagismo, tanto interesse sul problema Sicilia, ma i fatti? Ci siamo resi conto, purtroppo, che avevamo ragione. Avevamo avuto la sensazione che l’intervento del sottosegretario Martini fosse di tipo demagogico. Sensazione suffragata dalla mancanza di fatti. Dove sono le risorse per combattere il randagismo? Perché i Comuni sono rimasti soli? Perché il Comune di Ragusa e gli altri Comuni della fascia costiera iblea, interessati dalla tragedia del marzo scorso, si trovano costretti ad intervenire con le proprie risorse per combattere un fenomeno rilevante come il randagismo? Il problema del randagismo va risolto. E va risolto con l’aiuto dello Stato e della Regione. Lo ripeto. Siamo rimasti illusi, ci ha il lusi il sottosegretario con aiuti che non sono mai arrivati”.

Il sindaco di Ragusa, poi, continua rivolgendosi ancora al sottosegretario: “Penso che abbia fatto bene il sottosegretario Martini a non farsi vedere in provincia di Ragusa e ad essersi fermata a Palermo. Non pensi, però, di sfuggire alle rimostranze del popolo ragusano, perché Roma è vicina, anche Verona, sua zona d’azione politica, è vicina. Al più presto deve aspettarsi, visto che non è riuscita a fornire risposte concrete, le legittime rivendicazioni della nostra popolazione. Se sarà il caso, la andremo a trovare noi, porteremo la nostra protesta sino al ministero della Salute, dove opera il sottosegretario”.

 

I SOLDI??   BENE, VEDIAMO CHI DOVEVA STANZIARLI COSA HA FATTO:

 

Articolo su http://www.lasiciliaweb.it/i  8 SETTEMBRE 2008

Sicilia: Randagi, in arrivo 1 milione di euro
La Regione ha stanziato i fondi che saranno dedicati a rifugi, sterilizzazione e supporto ai servizi veterinari per cani e gatti senza padrone nelle principali province dell'isola
PALERMO - Quasi un milione di euro è stato stanziato dall'assessorato regionale alla Sanità per interventi specifici sul territorio nel settore della prevenzione del randagismo.
Tale somma verrà prelevata dall'apposito fondo, finanziato dal Ministero della salute per l'attuazione della legge 281/91.

 

E CHE FINE HANNO FATTO:

 

Articolo pubblicato su @nmvi Oggi (http://www.anmvioggi.it)


RANDAGISMO: SOLDI USATI PER COMPRARE TENDAGGI
L’Ordine del Giorno presentato il 25 marzo all’Assemblea Regionale Siciliana dal deputato del PD Pino Apprendi e votato all’unanimità, aiuterà a fare chiarezza sulla destinazione dei fondi per contrastare il randagismo. L’Ordine del Giorno rivela sconcertanti particolari sulla destinazione dei fondi sul randagismo che il Ministero della Salute ha destinato all’Assessorato Regionale alla Sanità: soldi spesi - si legge nell’atto parlamentare - “addirittura allo scopo di acquistare tendaggi e arredi, distraendo somme altrimenti destinate alla prevenzione del randagismo”.

 

 

PERTANTO,

DAVANTI ALLA PALESE ED IRRECUPERABILE SFACCIATAGGINE DEL SINDACO DI RAGUSA,  DIVENTA NECESSARIO UN PROVVEDIMENTO ESTREMO: L'ABBATTIMENTO.

 

ABBATTERLO dalla carica che indegnamente occupa, ovviamente:  le associazioni animaliste mica si possono comportare alla stregua di chi spara ai randagi (e che randagi sono per colpa di chi  poi li abbatte)

 

 

 

 

 

 

2009-05-20  scritto da Liolai

19 maggio 2009 – il pensiero di sparare.

Di imbracciare un fucile, e sparare.

 

Sparare, sparare sparare.

 

Pare che per certi individui sia un'imperativo,

un bisogno, una necessità da soddisfare senza appello.

 

Quale potrà essere la ragione piu' profonda dell'emendamento presentato dalla Lega,

in virtu' del quale ritorna al voto la caccia “no limits”?

 

Ci vogliamo rendere conto di cio' che significa?

 

  • Vuol dire libertà di sparo agli uccelli in fase di migrazione.
  • Vuol dire mettere in mano ad un ragazzetto di 16 anni un fucile.
  • Vuol dire poter sparare dopo il tramonto ed in ogni situazione.
  • Vuol dire libertà di caccia, per cui un cacciatore puo' di fatto andare dove vuole e sparare a cio' che vuole.
  • Vuol dire ritornare alle usanze piu' barbare,  come utilizzare civette appese a testa all'ingiu' per far sì che il loro grido folle di dolore e di paura attiri altri uccelli.

 

E sono solo esempi.

 

Cosa vogliono, certi individui appartenenti alla Lega?

Davvero hanno questa esasperata necessità di barbarie e di sangue e CE LA VOGLIONO IMPORRE come normale?

 

Quale sarà  il LORO problema?

 

Il nostro, assieme all'Europa, è  sicuramente quello di far sì che questa proposta non passi.

 

 

 

 

DI NUOVO.  ANCORA.

        Scritto da Liolai.

Quanto tempo dovrà passare, quante persone dovranno essere morse, forse anche morire per aver incontrato un cane randagio? Quanto tempo dovrà passare, prima che i sindaci del Sud si rendano conto che il problema non sono i cani, non sono mai stati i cani, bensì la loro incompetenza, la loro indifferenza, la loro ipocrisia? LE LEGGI, CI SONO.I FINANZIAMENTI, pure. L'On. Martini sta lavorando in modo eccelso. Forse per la prima volta (forse?, no, niente “forse”)abbiamo un rappresentante che agisce in modo corretto ed autorevole.Che, soprattutto, AGISCE. Cosa fanno questi sindaci da sempre inadempienti?Si attivano, iniziano a costruire nuovi canili ed a sanare situazioni orribili e tristemente note?Fanno sì che si proceda con  le sterilizzazioni, favorendo anche quelle dei cani di proprietà per evitare il fenomeno dell'abbandono dei cuccioli?MA NO. Non risulta che nulla sia stato fatto, se non, da parte delle associazioni animaliste, ulteriori e piu' precisi elenchi di canili-lager. E siamo ad oggi, 16 maggio. Un uomo viene  ricoverato in prognosi riservata al reparto di chirurgia dell'ospedale San Giacomo d'Altopasso di Licata, in provincia di Agrigento. E' un anziano: e stamattina è stato aggredito da due cani di media taglia, probabilmente randagi.  Dovremo aspettarci  il solito, già noto  carosello sui cani cattivi? Beh, sì. I giornali nemmeno hanno messo nuove fotografie, hanno recuperato  quelle ormai già piu' volte pubblicate  di cani in atteggiamento aggressivo. E già si alzano gli avvoltoi politici,pronti a lanciare un pugnale ripugnante quanto stupido: “Serve una legge - dice il deputato del Pd Enrico Farinone - per evitare l'aggressione da parte di soggetti considerati pericolosi, compresi i cani randagi. L'approccio del sottosegretario al Welfare Francesca Martini è sbagliato e la sua ordinanza non basta “. Le leggi ci sono: a mancare è la volontà di chi opera nel territorio. Approccio sbagliato, quello dell'on. Martini?Se venisse dato seguito al suo approccio sbagliato, non saremmo qui a  scrivere di nuovi morsi di cani – presumibilmente randagi.     

 

 

alla Camera il decreto “VIA LIBERA ALLE DOPPIETTE”.

L'ho soprannominato così.

Si potràQuesta mattina, martedì 21 aprile, si discuterà  sparare a ferragosto. Si potrà sparare a febbraio, nel tempo delle migrazioni. E non dimentichiamo che si potrà' sparare al fischione, alla canapiglia, al mestolone, specie invece protette e da proteggere secondo l' Unione Europea.

Non basta: saranno possibili deroghe. La stagione venatoria potrà essere dilatata oltre i termini attuali, che vanno dal primo settembre al 31 gennaio.

L'atteggiamento è : abbiamo tempo? Andiamo a fare un po' di caccia.

Danilo Selvaggi (responsabile Lipu):
"È un capolavoro di retorica, nel senso peggiore del termine. Si pretende di dare una risposta alle richieste dell'Unione europea che accusa il nostro paese di cacciare troppo e male, ma in realtà si propongono modifiche che peggiorano la situazione in modo drastico. Se questa legge venisse approvata la pressione dei cacciatori dilagherebbe: una volta saltati i paletti che fissano l'inizio e la fine della stagione venatoria le Regioni potrebbero decidere deroghe in ogni momento dell'anno. Uno schiaffo alla protezione della natura e all'Unione europea".

Molte associazioni si sono già mobilitate (Lipu, Lav, Wwf, Legambiente, Enpa, Animalisti italiani, Fare Verde), altre, speriamo, si uniranno.

E non tutti i cacciatori la pensano allo stesso modo: Arcicaccia difende la legge quadro e il legame con il territorio.

Personaggi del mondo dello spettacolo e della scienza (Licia Colò e Mainardi, per fare due esempi) hanno già espresso la loro posizione contraria.

Basterà?

 

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Ultimo aggiornamento (Sabato 16 Maggio 2009 23:50)

 
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