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Il falò dell'ipocrisia

Ricevo questa mail e molto volentieri la pubblico, su autorizzazione di chi l'ha scritta.

 

"Quanta rabbia, quanta tristezza, quanto dolore provo nel vedere ancora una volta le scene di un funerale per l'ennesimo bimbo morto sbranato.  Provo rabbia per l'ipocrisia, di adulti e bambini (si, avete letto
bene, bambini) che si recano al cancello della proprietà e dicono le solite frasi penose, dette senza un minimo di convinzione ma frutto di una lezione ben imparata a memoria, che rispolverano ogni volta
per i "morti ammazzati". Provo rabbia per la falsità che ancora regna in questi posti d'Italia, dove TUTTI sanno TUTTO, dove TUTTI sono a conoscenza ma NESSUNO mai parla. E non mi riferisco solo ai combattimenti di cani, ma allo spaccio, all'estorsione e così via. Nelle varie interviste di ieri, dopo le solite ipotesi di "branco assassino" e "cani randagi", pacifici come angeli gli abitanti del posto se ne escono con frasi eloquenti sulla chiara conoscenza dei fatti di quel Lager che era il terreno di "addestramento" ai combattimenti. Come al solito TUTTI sapevano, tutti vedevano, tutti forse assistevano anche ai combattimenti di quelle creature ma NESSUNO ha mai detto niente. Fino all'altro ieri quando, un bimbo, ha dovuto morire per interrompere un macabro e ignobile rituale che al SUD impera ancora. Non è una questione di bandiera, di ideologia, di religione (se mai ci fosse un po' di religione nella testa di questi individui malati) o di scissione tra Nord e Sud. Poco importa dove sia successa la tragedia, è solo che come SEMPRE queste cose succedono là, dove l'omertà, nel 2009, la fa ancora da padrona.. Perché queste cose
non succedono mai a Sondrio, Lecco, Bolzano ecc? Ma perché nell'era di internet, del videotelefono, della globalizzazione ancora resistono in Italia certe zone di profonda ignoranza, arretratezza culturale e malvagità? Badate, chi scrive è poco lontano dalle Valli Orobiche, dove gli animali sono considerati "utili" solo se servono a produrre, quindi un cane è solo un qualcosa che serve per tenere lontane le volpi dai
pollai e gli orsi dalle pecore. Un cane, da noi, è quella "cosa" che mangia una volta al giorno, beve ogni tanto e al massimo ha l'acqua piovana che scende dalla grondaia e si raccoglie in vecchie pentole arrugginite, e la corda è sufficiente di 1 metro tanto non deve andare da nessuna parte. I combattimenti sono ovunque, Milano soprattutto, ma almeno hanno il "buon gusto" di farli nei vecchi capannoni in disuso o in mezzo alla campagna dove nessuno li vede e nessuno può pertanto denunciare.
In altre parti d'Italia invece se ne fa uno al giorno in mezzo alla strada, nei vicoli dove tutti vedono e tutti sanno, dove la Polizia, chissà perché, non arriva mai. I bambini spesso sono coscienti di queste situazioni, sanno e vedono i loro padri o fratelli (come nel recente caso) e imparano l'arte del mestiere, imparano a non rispettare una vita, imparano che la vita stessa vale poco e la si fa valere con un coltello ora e con una
calibro 9 più avanti. Ripeto, non ne faccio una questione di Nord o Sud, ne faccio una questione di educazione alla vita, di amore per la vita propria e degli altri, di un cane di un gatto di un essere umano.
Il bimbo di Acireale è morto, ancora una volta, per l'omertà, l'ignoranza e la malvagità di una cultura sbagliata ma, purtroppo, ancora radicata. La speranza era nelle nuove generazioni, quelle del
computer, di internet e del Grande Fratello, perché no, ma vedo che il cancro che massacra le anime di molti è ancora ben radicato e lontano dall'essere estirpato.

Scusatemi allora se provo rabbia e disprezzo nel vedere gli abitanti di Acireale sbrodolare fiumi di ipocrisia che scorrono in un letto di omertà. Scusate se sorrido nel vedere i pupazzetti attaccati al cancello, messi da quei bambini che sicuramente sapevano, figli di quei genitori che a loro volta sapevano e non impedivano ai loro piccoli di guardare quell'orrore disumano di cani legati, affamati, picchiati e chissà cos'altro.

Io ne ho pieni i coglioni di vedere queste buffonate, le solite comparsate e i soliti applausi ai funerali, di vedere un ragazzo di 19 anni, già con precedenti penali, che alleva cani da combattimento i cui
i genitori, a detta loro, non sapevano niente. Io ne ho pieni i coglioni di vedere bambini morire per colpa di
adulti malvagi che massacrano i cani per innestargli l'odio, che per natura non hanno, e insegnarli a combattere, cani che spesso poi sfuggono di mano e ammazzano chi gli sta intorno.
La precedente morte del bimbo sbranato dal "branco" insegna, anche se su come sono andati davvero i fatti alcuni lo sanno ma come sempre tacciono. Il bimbo di ieri ormai è morto, ammazzato dalla malvagità del fratello e non dal morso del cane. La sua morte non ha bandiera, non ha ideologia e nemmeno religione. Poteva succedere al Nord o al Sud, è successo dove troppo spesso ormai accade e dove nessuno, ancora una volta, ha il coraggio di essere Uomo e parlare.


UN abbraccio a tutti voi, pieno di dolore ma soprattutto di rabbia."

Ultimo aggiornamento (Martedì 28 Luglio 2009 16:12)

 
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